Il Consiglio di Stato rinvia alla Corte di Giustizia UE la questione della classificazione del CBD naturale: sospeso il giudizio sulla “tabellazione” dei prodotti a base di cannabidiolo. Si tratta di un provvedimento di grande rilievo, che conferma la fondatezza delle censure sollevate dalla nostra assistita fin dal primo grado di giudizio. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che la disciplina italiana sul CBD naturale solleva dubbi seri e concreti di compatibilità con il diritto dell’Unione Europea, in particolare con i principi di libera circolazione delle merci, precauzione e proporzionalità. Confidiamo che la Corte di Giustizia, chiamata ora a pronunciarsi, possa fare definitivamente chiarezza su una materia che negli ultimi anni ha visto continui e contraddittori interventi normativi, con gravi ripercussioni per un intero settore imprenditoriale che opera nella legalità in tutta Europa
