AVVOCATI: Sisma, container per avvocati

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TRATTO DA: ITALIA OGGI

L’iniziativa di Cassa forense per gli iscritti che hanno subito danneggiamenti o perso gli studi
Sisma, container per avvocati
In arrivo i moduli abitativi per riprendere la professione

Avvocati nei «container» (pagati dalla Cassa di previdenza forense), per riprendere prima possibile la professione, bruscamente interrotta dal terremoto. È l’idea che punta a realizzare l’Ente pensionistico, dopo che ieri il presidente Nunzio Luciano, ha fatto visita ai presidenti degli Ordini degli avvocati delle zone dell’Umbria e delle Marche funestate dalle scosse sismiche per ascoltare dal vivo le esigenze segnalate dagli iscritti. «Sono stato a Spoleto, Norcia e Camerino, attraversando aree in cui la circolazione è estremamente difficile e i segni della devastazione sono impressionanti. La situazione è gravissima per molti colleghi», ha riferito a ItaliaOggi, perché «gli studi non sono più operativi, gli edifici sono dissestati e, delle decine di legali che vivono in questi comuni, molti hanno subito danni pure alle abitazioni, in cui non è consentito rientrare neanche per ritirare pochi effetti personali». La vicinanza della Cassa, ha proseguito, «è stata davvero molto apprezzata, anche in termini di conforto. Ho ribadito che sono disponibili misure di sostegno economico (si veda ItaliaOggi del 25 agosto 2016) cui possono ricorrere gli iscritti per calamità in particolare che esiste un fondo per aiutare chi debba fronteggiare le conseguenze dell’interruzione dell’attività». Da qui è nata l’idea di prevedendo il finanziamento di veri e propri «moduli abitativi» (le strutture che vengono allestite per permettere alle popolazioni di avere un alloggio non lontano dalle proprie case lesionate, o distrutte, ndr). «I colleghi vogliono subito riprendere a lavorare», ha sottolineato Luciano, dunque «la Cassa sta pensando di impegnarsi per permettere loro di continuare a svolgere le loro funzioni in strutture provvisorie», prima che gli studi tornino ad essere agibili. A Norcia, ad esempio, ha chiuso, «la totalità degli avvocati non può esercitare l’attività», pertanto «occorre muoversi in questa direzione». Il contatto con i territori è stata anche l’occasione per Luciano per fare il punto sul dl 189/2016 (Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma) che non ha esitato a definire «discriminatorio proprio per i liberi professionisti. Coloro che sono impegnati in attività di lavoro autonomo possono, a differenza di altre tipologie di lavoratori, usufruire del contributo una tantum di 5 mila euro solo in caso di sospensione dell’attività lavorativa. Situazione diversa», ha spiegato Luciano, «è stata prevista invece per altre fattispecie di lavoro all’indirizzo delle quali il contributo di cui sopra verrà erogato anche in presenza della sola riduzione dell’attività lavorativa. Bisogna tenere conto del fatto che», ha aggiunto Luciano, «per esempio, un avvocato sia quando eserciti l’attività giudiziale che quella extra giudiziale è costretto in questo periodo a confrontarsi nelle zone colpite dal sisma con la paralisi pressoché totale e assoluta di attività economiche poste in essere sia da persone fisiche che giuridiche».

SCRITTO DA: Simona D’Alessio