Utile l’appello dei 100 parlamentari ma la svolta passa attraverso il Parlamento.

Utile l’appello dei 100 parlamentari ma la svolta passa attraverso il Parlamento.

Che in Italia si dibatta (finalmente) sul tema della legalizzazione della cannabis è sicuramente un dato positivo, ma occorre chiedersi quale sia lo stato del dibattito parlamentare per comprendere le reali possibilità che il Governo Conte bis proceda con la liberalizzazione della cannabis.

Analizzando gli atti parlamentari si scopre che le proposte in attesa di discussione in parlamento, che riguardano a vario titolo la cannabis, sono ben 9.

In attesa di discussione, quindi, nei due rami del Parlamento ci sono diverse proposte di legge per la maggior parte provenienti da parlamentari di maggioranza.

Le domande che i cittadini si pongono sono due:

1) in che cosa differiscono queste proposte?

2) Cosa si aspetta per discuterle?

Quanto al primo aspetto, e senza alcuna pretesa di esaustività, si può affermare che tutte le proposte in attesa di esame nei due rami del Parlamento hanno un comune denominatore che è la depenalizzazione del consumo personale.

Bene, questo può essere l’aspetto da cui partire per giungere al risultato sperato.

Per quanto attiene alla domanda: cosa si aspetta per discuterle?

Chi scrive non ha risposta, posto che le proposte in questione provengono anche da forze di maggioranza ed esse potrebbero essere esaminate congiuntamente dalla commissione permanente della Camera (per quelle provenienti da detto ramo del parlamento).

Questo permetterebbe di discuterle tutte insieme e trovare un minimo comune denominatore tra di esse.

Per farla molto breve possiamo dire che dipende dai Parlamentari in carica la discussione delle proposte di legge e che bene hanno fatto a scrivere al Presidente Conte, ma che nell’esercizio del loro mandato parlamentare, se davvero lo voglio, possono portare il discorso relativo alla liberalizzazione nelle aule a ciò deputate, ovvero la Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica.

In conclusione, non c’è più tempio da perdere e, dopo aver stimolato il dibattito pubblico sul tema, è necessario portare le proposte in Parlamento affinché vengano discusse.

Se ciò non verrà fatto, oltra ad essere l’ennesima occasione persa, questo si tradurrà nell’ennesima ingiustizia perpetrata nei confronti di coloro che, oltre ad aver raccolto le 50000 firme per una legge di iniziativa popolare (ignorata dal Parlamento), subiscono un trattamento sanzionatori ingiusto ed ingiustificato.

on. Avv. Felice C. BESOSTRI Avv. Giuseppe LIBUTTI

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