Are we sure that there is a monopoly for the chemical pharmaceutical plant in Florence regarding the production of cannabis for therapeutic use? T.A.R Lazio Rome, Section IIIc, Sent. 3.3.2017, n. 3074.

Are we sure that there is a monopoly for the chemical pharmaceutical plant in Florence regarding the production of cannabis for therapeutic use? T.A.R Lazio Rome, Section IIIc, Sent. 3.3.2017, n. 3074.

Siamo sicuri che sussiste un monopolio per lo stabilimento chimico farmaceutico di Firenze in ordine alla produzione di cannabis ad uso terapeutico?

T.A.R Lazio Roma, Sez. III quater, Sent. 3.3.2017, n. 3074. 

An association that fights for the freedom of scientific research has applied to the Court of Lazio to obtain the annulment of the decree of the Ministry of Health containing “Functions of state organism for cannabis provided for by articles 23 and 28 of the single convention on drugs of 1961, as amended in 1972 “and its” technical annex for the national production of substances and preparations of vegetable origin based on cannabis “.

With this contested decree, the production of medicinal products, including cannabis, was concentrated in a military pharmaceutical chemical plant in Florence.

The applicants, as far as we are concerned here, has deduced that a sort of state monopoly was established in the cultivation of cannabis with this provision.
On this point, the Administrative Court clarifies that the contested decree does not attribute the production of cannabis-based substances to the military pharmaceutical plant in Florence alone, since it is flanked by subjects authorized pursuant to art. 27 of the Consolidated Law on Narcotic Drugs to Grow the Plant for Medical Use.


These organizations, if they acquire the appropriate authorization, can proceed to collect, store and (as specified in Article 1 of the contested decree) “deliver the cannabis-based plant material within the time and manner prescribed in the authorization for cultivation to the Central Narcotics Office, which provides for the destination of the material to the authorized pharmaceutical workshops for subsequent transformation into an active substance or vegetable preparation, within 4 months of collection.” 

The panel of judges added that the contested Ministerial Decree is part of the framework outlined by the New York Single Convention on Narcotic Drugs, which was ratified in Geneva in 1972 and enforced in Italy with Law no. 412 of 5 June 1974. As a result of this law it is established that “if a nation authorizes the cultivation of cannabis, it must prepare the same controls that are implemented for the cultivation of opium poppy as indicated in article 23, and this must be done through the establishment of a state body ..”

It also states that, according to the Consolidated Law on Narcotic Drugs, the cultivation and processing of cannabis is allowed only to authorized subjects, whose list is defined annually pursuant to the Ministerial Decree of 28 October 2016. This includes numerous companies, in addition to the pharmaceutical plant of Florence. According to the aforementioned Consolidated Law on Narcotic Drugs, said activity cannot be exercised by individuals, as highlighted by the Constitutional Court with Judgment no. 109 of 20 May 2016.

The Administrative Court, on this point, concludes by stating that no monopoly has been established in favor of the military pharmaceutical chemical plant in Florence since an agreement was signed on 18 September 2014 relating to a pilot project for the production of cannabis for medical use.

In conclusion, according to the administrative judges, there is no monopoly of the military pharmaceutical chemical plant in Florence with regard to the production of medical cannabis which is permitted, subject to the issue of specific authorizations, also to private companies, which if equipped with the stated requirements can also proceed with the collection of the product which they will deliver to the central office for drugs.
Giuseppe LIBUTTI
Lawyer in Rome

Un’associazione che si batte per la libertà di ricerca scientifica si è rivolta al TAR del Lazio per ottenere l’annullamento del decreto del Ministero della Salute recante “Funzioni di Organismo statale per la cannabis previsto dagli articoli 23 e 28 della convenzione unica sugli stupefacenti del 1961, come modificata nel 1972” e del suo  “allegato tecnico per la produzione nazionale di sostanze  e preparazioni di origine vegetale a  base di cannabis”.

Con il Decreto impugnato si concentrava sullo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze la produzione di medicinali carenti sul mercato nazionale o Europeo, tra cui la cannabis.

I ricorrenti, per quanto qui ci interessa, deducevano che con detto provvedimento si istituiva una sorta di monopolio dello Stato nella coltivazione della cannabis.

Sul punto il Tribunale amministrativo chiarisce che il Decreto impugnato non attribuisce al solo stabilimento militare farmaceutico di Firenze la produzione di sostanze a base di cannabis, poiché ad esso si affiancano i soggetti autorizzati ai sensi dell’art. 27 del Testo Unico sugli stupefacenti a coltivare la pianta per uso medico.

Detti soggetti, se muniti delle apposite autorizzazioni, possono procedere alla raccolta e alla detenzione che, come precisato dall’art. 1 dell’impugnato Decreto “ consegnano il materiale vegetale a base di cannabis nei tempi e nei modi definiti nel provvedimento di autorizzazione alla coltivazione all’Ufficio centrale stupefacenti, che provvede alla destinazione del materiale stesso alle officine farmaceutiche autorizzate per la successiva trasformazione in sostanza attiva o preparazione vegetale, entro 4 mesi dalla raccolta”.

Aggiunge il collegio giudicante che il Decreto Ministeriale impugnato si inserisce nel quadro delineato dalla Convenzione unica sugli stupefacenti di New York ratificata a Ginevra nel 1972 e resa esecutiva in Italia con L. 5 giugno 1974, n. 412, per effetto della quale è stabilito che   “se una nazione autorizza la coltivazione della cannabis deve predisporre gli stessi controlli che sono attuati per la coltivazione del papavero da oppio e indicati dall’art. 23 e cioè mediante l’istituzione di un organismo statale..”.

Viene altresì chiarito che a norma del testo unico sugli stupefacenti la coltivazione e la trasformazione della cannabis è consentita ai soli soggetti autorizzati, il cui elenco è definito annualmente ai sensi del D. M. 28 ottobre 2016, il quale comprende numerose ditte, oltre allo stabilimento farmaceutico di Firenze. Detta attività non può, ai sensi del citato Testo Unico sugli stupefacenti, essere esercitata da soggetti singoli, come evidenziato anche dalla Corte Costituzionale con Sentenza 20 maggio 2016 n. 109.

Il Tribunale amministrativo, sul punto, conclude statuendo che non è stato stabilito alcun monopolio in favore dello stabilimento militare chimico farmaceutico di Firenze poiché è stato siglato un accordo in data 18 settembre 2014 relativo ad un progetto pilota per la produzione di cannabis ad uso medico.

In conclusione, secondo i Giudici amministrativi, non sussiste un monopolio in capo allo stabilimento militare chimico farmaceutico di Firenze in ordine alla produzione di cannabis medica che è consentita, previo rilascio di apposito autorizzazioni, anche ad aziende private, che se munite dei requisiti richiesti possono anche procedere alla raccolta del prodotto che consegneranno all’ufficio centrale stupefacenti.

Giuseppe LIBUTTI

Avvocato in Roma

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